TAV Vicenza: tunnel sotto Monte Berico

Un tunnel di oltre un chilometro sotto Monte Berico per il fiume e le automobili. Ferrovia a parte, è forse una delle novità più significative dell´alta velocità a Vicenza. Un´opera che qualcuno ha già definito estremamente impattante ma che il sindaco Achille Variati ricorda essere una “conditio sine qua non”. «Senza questa galleria – avverte il primo cittadino – questo progetto della Tav non si farà».
DI COSA SI TRATTA. C´è chi lo chiama canale scolmatore, chi bypass idraulico e chi, come i progettisti, «galleria delle Scalette». Perché è proprio qui, circa, che passerà il tunnel sotterraneo previsto nelle carte di Italferr e Iricav Due. Nel dettaglio partirà da viale Fusinato e arriverà in Riviera Berica. Sarà lungo oltre un chilometro (1.100 metri) e sarà diviso in due come un vero e proprio «vano multifunzioni». La parte superiore sarà dedicata a «un arco della viabilità cittadina» e permetterà dunque il transito dei veicoli, sgravando dal traffico viale del Risorgimento e borgo Berga. Quella inferiore, invece, oltre ad avere «cunicoli per il passaggio dei servizi a rete contenenti fluidi, energia e comunicazioni» fungerà da «bypass idraulico» che potrà essere utilizzato all´occorrenza per abbassare il livello di piena del Retrone. Parte dell´acqua del fiume verrà fatta scaricare sul Bacchiglione, dopo la confluenza tra i due fiumi.
LE MOTIVAZIONI. Secondo i progettisti «è la più importante tra le opere connesse». Tanto che Achille Variati non ha dubbi: «Questo intervento – spiega – è prioritario. I tecnici sono stati chiari. Se non sarà realizzato il canale scolmatore, che servirà per alleggerire la portata del Retrone e della Dioma, allora il progetto della Tav non andrà avanti». Il tutto perché, secondo le previsioni di piena a oltre 100 anni, un possibile innalzamento del Retrone e della roggia Dioma porterebbe, con un effetto tappo, all´allagamento di alcune aree della zona industriale, tra le quali quella della stazione dell´alta velocità. «E – afferma il primo cittadino – non è possibile ovviamente per Rfi che ciò accada». Da qui la necessità di intervenire con misure di sicurezza «la prima delle quali – aggiunge Variati – intercetterà il Retrone prima della sua “passeggiata” in città, mettendo al riparo le abitazioni e i quartieri. Si evitano così le numerose strozzature».
IL PROGETTO. L´imbocco del tunnel scolmatore sarà localizzato lungo viale Fusinato all´altezza della sede dei telefoni di Stato, in un punto dove il Retrone scorre a pochi metri dalla strada e dove non ci sono edifici. Da qui partirà la galleria con sezione ovoidale che avrà un´altezza di circa 16 metri, una larghezza di 15, una lunghezza nella parte inferiore (quella idraulica) di 1.350 metri mentre in quella superiore (con funzione stradale) di 1.150 e una pendenza dello 0.4 per mille. Lo sbocco sarà realizzato sul lato destro della Riviera Berica, dopo l´intersezione con viale dello Stadio «dove – si legge – è presente una linea continua di edifici interrotta soltanto da un varco con serre che sarà utilizzato come ingresso e uscita. L´opera è visibile solamente in corrispondenza dei manufatti di imbocco e di sbocco della galleria». Il costo stimato per la realizzazione del tunnel è di circa 60 milioni, 50 dei quali riguarderanno la parte idraulica. «Dato che la galleria è collocata in ambito urbano fortemente antropizzato – continua la relazione tecnica – per lo scavo è stato ipotizzato l´utilizzo del martellone, evitando l´utilizzo di esplosivi».
LE FUNZIONI. Il tunnel sotto Monte Berico avrà due funzioni. Da una parte, come anticipato, metterà al riparo Vicenza dalle esondazioni «considerato che verrà utilizzato solamente con portate del Retrone superiori a 10 metri cubi al secondo». Dall´altra porterà a una sensibile riduzione del traffico nei quartieri, stimato in circa il 50 per cento.

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