Vicenza e Viale Milano, la politica ridotta a post: l’inadeguatezza della destra tra slogan e polemiche
Vicenza e Viale Milano, la politica ridotta a post: l’inadeguatezza della destra tra slogan e polemiche
A Vicenza il dibattito politico sembra sempre più consumarsi sui social network, tra post indignati e polemiche di giornata. L’ultimo caso riguarda un intervento su Facebook della dirigente provinciale di Fratelli d’Italia Giulia Gennaro, che ancora una volta ha scelto il linguaggio dello scontro piuttosto che quello della proposta politica.
Non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi diversi esponenti della destra vicentina hanno privilegiato comunicati e post sui social rispetto a iniziative amministrative concrete, concentrandosi soprattutto su temi simbolici come sicurezza, legalità e ordine pubblico. Argomenti certamente rilevanti, ma spesso trattati con un approccio che privilegia la comunicazione immediata e lo scontro ideologico.

Politica social e poche soluzioni
Il problema non è la presenza dei politici sui social — ormai inevitabile — ma il modo in cui questi strumenti vengono utilizzati. In molti casi i messaggi pubblicati non approfondiscono i problemi della città né indicano soluzioni praticabili, limitandosi a slogan o attacchi agli avversari politici.
In questo contesto, la discussione pubblica rischia di trasformarsi in una sequenza di accuse reciproche: da un lato la destra che denuncia degrado e insicurezza, dall’altro chi accusa l’opposizione di alimentare un clima di propaganda e divisione invece di contribuire a risolvere i problemi concreti della città.
Il rischio di una politica senza visione
Il risultato è una politica che appare sempre più povera di contenuti e incapace di offrire una visione per Vicenza. Mentre la città affronta questioni reali — dalla sicurezza urbana alla gestione dei servizi pubblici — il dibattito si concentra spesso su episodi marginali o su polemiche mediatiche destinate a durare lo spazio di un ciclo social.
Questa dinamica contribuisce a rafforzare una percezione diffusa tra i cittadini: quella di una classe politica che preferisce la visibilità alla responsabilità, e che fatica a trasformare l’indignazione in proposte concrete.
La sfida per la politica locale
Vicenza non ha bisogno di una gara a chi alza di più i toni, ma di una politica capace di affrontare problemi complessi con serietà e competenza.
Finché il confronto rimarrà confinato nel perimetro dei post e delle polemiche, il rischio è che la distanza tra cittadini e politica continui ad aumentare. E che la classe dirigente — a destra come altrove — dimostri tutta la propria inadeguatezza nel governare il dibattito pubblico e nel costruire soluzioni reali.
Chi ne paga le conseguenze
Gli unici a pagare le conseguenze di queste infinite e futili polemiche sono come al solito i cittadini.
- Che colpa ha Possamai se La triestina e il Garibaldi di Matteo Grandi chiudono? È evidente che locali in centro storico devono avere un flusso di persone non indifferente per poter garantire l’operatività, ma se c’è già qualcuno disposto a prendere il loro posto significa che c’è chi sa fare l’imprenditore e chi no
- Perché bisogna attaccare un imprenditore che sta aiutando la zona di Viale Milano e del Quadrilatero a tornare operativa, sana e vivibile? Gli affitti in Viale Milano sono certamente più contenuti rispetto al centro storico, ma questo non vuol dire che bisogna sempre e per forza parlare male di Viale Milano, di Via Torino, di Via Genova e Firenze
Il vero problema della destra vicentina e nazionale è l’invidia e la cattiveria gratis